mercoledì 30 novembre 2011

San Gennaro V. Sant'Antonio Conte

Ieri sera abbiamo assistito ad una delle più belle e chiacchierate partite di tutto questo campionato di calcio.


La Juventus, dopo il rinvio della gara che aveva destato perplessità, si è apprestata ieri sera a giocare una partita fondamentale in quel di Napoli, in un San Paolo gremito come nelle migliori occasioni (vedi le gare di Champions).


Le difficoltà erano parecchie per entrambe le squadre: la Juventus si è trovata priva di uno dei suoi migliori uomini, Claudio Marchisio, per squalifica, stravolgendo così i dettami tattici che avevano caratterizzato la formazione bianconera nelle ultime giornate, ma soprattutto sapeva di dover combattere contro una squadra che trova nel suo stadio e in San Gennaro il suo dodicesimo uomo; da non sottovalutare inoltre l'imbattibilità perpetrata dall'inizio del campionato e difficile da confermare in una partita del genere.


Il Napoli invece, dopo la fatica dovuta agli impegni di Champions che l'hanno portata seconda nel girone specialmente dopo l'impresa contro il Manchester City, ha dovuto fare i conti con l'assenza dell'ultimo minuto del suo Matador Cavani, che sebbene poco incisivo finora in campionato l'anno scorso rifilò proprio alla Juventus una tripletta.



Mazzarri perciò si affida a Pandev per sostituire l'uruguaiano, mentre Conte manda in campo dal primo minuto la scommessa Estigarribia, che dopo la splendida prestazione in Copa America ha avuto poche possibilità di dimostrare il suo valore.




Alla luce del risultato, entrambi i tecnici hanno avuto ragione.


Dopo un inizio di primo tempo che ha visto i bianconeri più motivati, è il Napoli che ha la prima occasione con un rigore segnato da Hamsik, ma lo slovacco, sceso addirittura negli spogliatoi per festeggiare, trova una sorpresa al suo ritorno in campo: l'arbitro Tagliavento, secondo regolamento, decide di ribattere il rigore e stavolta il calciatore la manda alta sopra la traversa, dovendo attendere qualche minuto prima di poter mettere la sua firma nel tabellino della partita. Napoli dunque in vantaggio, confermato poco dopo proprio dal macedone Pandev. Fine primo tempo 2-0 per i padroni di casa.






Nel secondo tempo la Juve reagisce subito con Alessandro Matri, al suo sesto gol stagionale, ma è di nuovo il Napoli che in un contropiede segna il 3 a 1 sempre con Pandev, che contro la Juve sembra essersi risvegliato dal suo ritardo e dalle polemiche della scorsa settimana con Mazzarri.
La Juve però non molla, continua ad attaccare e proprio Estigarribia realizza il gol del 3 a 2, per poi arrivare addirittura al pareggio con un Simone Pepe magistrale, in uno stato di grazia che lo ha portato a segnare sempre nelle ultime tre partite, specialmente contro la Lazio in cui la sua rete, proprio come l'anno precedente, si è rivelata decisiva per la vittoria.






Quello che ha stupito alcuni, o ha dato una conferma ad altri, è stato l'animo da vera vincente della nuova Juventus: i giocatori non hanno mai mollato (e c'è da dire che anche i tifosi non hanno mai smesso di crederci), arrivando ad un finale in cui l'ambizione rischiava addirittura di portare una vittoria.


Se Napoli aveva dalla sua San Gennaro, la Juve deve votarsi a Sant'Antonio Conte, che sta traghettando di partita in partita la Vecchia Signora a riscoprire il valore e l'ossatura di una squadra vera, che soffre ma non sa mollare, ed è forse questo che è realmente mancato alla Torino Bianconera negli ultimi anni.






Le uniche note spiacevoli, in una serata d'oro come questa, sono due a mio avviso: una difesa che deve ancora migliorare per arrivare ai livelli di eccellenza, ma soprattutto un Del Piero che fa male vedere in campo per soli 3 minuti. 

martedì 18 ottobre 2011

Che mondo sarebbe senza Del Piero


"Giornata ricca di impegni per la Juventus: Andrea Agnelli ha infatti aperto stamattina  l’assemblea degli azionisti per l’aumento di capitale, che si aggira intorno ai 120 milioni di euro, con un debito da sanare di circa 100 milioni di euro.


Dure le parole del presidente riguardo al bilancio 2010-2011, definito” il peggiore della storia della Juve, un bilancio che accoglie l'investimento virtuoso per lo stadio, […] intollerabile per la perdita ma frutto della volontà di mantenere una Juve competitiva che possa aspettare a vincere come la storia impone".

 "Il nostro unico obiettivo – ha continuato Agnelli - è tornare a vincere, anche se il cammino è arduo, ci sono ostacoli davanti a noi e non vogliamo illudere nessuno. La rosa però è competitiva, deve crescere in atteggiamento, determinazione e grinta, ma è in grado di ambire ai risultati che ci competono”

Ma a fare scalpore più di ogni altra cosa, è stata la dichiarazione shock di Agnelli su Alessandro Del Piero: "L'unico legame tra le varie case della Juve è il nostro capitano, lui, Alessandro Del Piero, che ha voluto rimanere con noi ancora un anno per quello che sarà il suo ultimo anno in bianconero. A lui dedichiamo tutti un grande applauso".


Al capitano bianconero, che anche domenica si è reso protagonista a Verona con un palo e almeno un’altra occasione da gol, dunque non resta che un solo anno per riportare la Juventus ai fasti di un tempo, da vero trascinatore quale si è sempre dimostrato.

Il futuro di Del Piero, incerto fino a pochi mesi fa anche in virtù della volontà del Pinturicchio di tornare a giocare la Champions con la sua Juve nella nuova casa, lo Juventus Stadium tanto acclamato da tutti e nella cui presentazione le storie dei capitani simbolo Del Piero e Boniperti si sono intrecciate sulla storica panchina, sembra ora, a meno di un mese dal trentasettesimo compleanno della stella juventina, destinato a concludersi con il termine di questo campionato.


Comunque vada, i tifosi bianconeri non possono che mandare il loro ringraziamento più grande al campione che più di tutti ha contribuito alla storia della Juventus nell’ultimo ventennio, e sperare che continui a fare magie in quest’ultimo anno con la Vecchia Signora, riportando il sorriso perso ormai da troppi anni sui volti degli juventini."

Fonte: Vavel Italia

Torno a scrivere sul blog dopo tanto tempo, postandovi il mio articolo, perchè proprio non ce la faccio stasera a non essere triste.
Una juventina sin da piccola non può evitare la tristezza il giorno in cui si svela quello che già si immaginava da tempo: il ritiro dalle scene di un capitano unico, senza precedenti.

Da piccolina, mi ricordo, ero innamorata di Inzaghi, ma mi passò subito, perchè avevo già capito che di Del Piero ce ne sarebbe stato solo uno. E mi ricordo benissimo quando lo vidi giocare dal vivo, una emozione forte che nonostante i pochi anni di età riesco ancora a ricordare.

Oggi, anche se c'è un intero campionato ancora in cui assistere alle sue magie, qualcosa si spegne nel cuore di tanti tifosi, specie dopo gli insuccessi degli ultimi anni, specie dopo il marcio del calcio moderno.

Alessandro Del Piero è una di quelle poche persone che in tempi di crisi, di mancanza di valori, riesce ancora a farti innamorare del gioco del calcio, che mantiene viva quella fede che brucia dentro i tifosi.


Un pò di quella voglia di vivere di pallone muore oggi. E altra ancora se ne andrà il giorno dell'ultimo giro di campo. 

Grazie di tutto Capitano.



domenica 11 settembre 2011

Juventus, ritorno alle origini

E dopo una spettacolare cerimonia di inaugurazione che ha ridato alla Juventus una casa...



... oggi c'è stata la prima partita ufficiale della Juve.
Ecco a voi la cronaca (l'articolo originale lo trovate qui)

"Buona la prima: la Juventus, grazie allo sciopero che ha fatto slittare la prima di campionato, riesce a fare il suo debutto nel nuovo stadio casalingo contro il Parma, e lo fa con una vittoria in grande stile.

Partita non facile sulla carta visti i precedenti con i gialloblu nella scorsa stagione, con il grave infortunio di Quagliarella nel girone d'andata e l'umiliante 4 a 1 subito al ritorno, ma anche perchè si tratta della prima partita sulla panchina bianconera per Antonio Conte, capitano del recente passato chiamato ad un recupero degli antichi fasti dopo due stagioni alquanto deludenti per la Juventus.
I bianconeri, carichi d'entusiasmo per la storica prima partita ufficiale nello Juventus Stadium, risultano subito offensivi e pericolosi: la prima grande occasione si ha al 4' con un fallo dubbio in area di rigore su Matri, ma l'arbitro lascia proseguire. Dopo pochi minuti però la Juve non lascia nulla al caso, e su assist di Pirlo Lichtsteiner la mette dentro siglando l'uno a zero, nonostante le proteste del Parma per un fallo di mano di Barzagli all'inizio dell'azione che ha portato al gol. Il Parma è inconsistente, e tranne pochi sprazzi di Pellè e Giovinco, non riesce mai ad essere pericoloso; è Matri invece che di testa segna il gol del raddoppio, gol poi annullato per un fuorigioco molto discusso, poichè Zaccardo sembra tenere in gioco la punta bianconera.


Nel secondo tempo il Parma sembra cambiare atteggiamento, partendo all'attacco con la Formica Atomica assistita da Galloppa, ma quando Buffon, in uno dei pochi momenti in cui viene chiamato in causa sbaglia una presa, i gialloblu non riescono ad approfittarne ed è la Juventus a riprendere in mano la partita. Matri, su assist di Del Piero sbaglia un gol quasi fatto colpendo il palo che fa rimbalzare la palla fuori, e complice una massiccia dose di sfortuna, lascia il posto a Vucinic senza riuscire a mettere la sua firma sul risultato. Passano solo pochi minuti e di nuovo il Capitano regala un assist prezioso a Pepe che non sbaglia e con un colpo potente di collo pieno centra la porta, aggiungendo un punto a suo favore ad una prestazione già ottima.

La difesa del Parma concede troppo alla squadra casalinga, con un Rubin che perde quasi sempre palla nel confronto sulla fascia con Pepe, e a poco servono gli ingressi di Biabiany per Modesto e di Floccari al posto di Pellè ad una squadra che è sempre apparsa in difficoltà.

 Al 21' del secondo tempo esce Alessandro Del Piero, che insieme a Pirlo ha regalato qualità all'intera squadra, tra gli applausi del pubblico per la solita buona prestazione, lasciando il posto a Vidal che si trova ora schierata con un 4-3-3. Ed è proprio il cileno, dopo una buona azione del Parma con Biabiany che però poi sciupa il tutto, a ribaltare le carte e a firmare il 3 a 0, presentandosi nel modo migliorei ai tifosi.


La Juve continua a mantenere il possesso palla grazie anche alla finalmente buona copertura della coppia centrale di difesa formata dai Barzagli e Chiellini, e senza perdere lucidità sigla addirittura il 4 a 0 con uno straordinario gol di Marchisio. 
L'unica pecca della giornata arriva proprio a fine gara, quando ingenuamente De Ceglie compie un fallo su Giovinco che gli costa l'espulsione e regala al Parma un calcio di rigore. E proprio Giovinco dal dischetto spiazza Buffon e segna il gol della bandiera, ad un minuto dalla fine dei tempi di recupero.



Per ridimensionare un pò il successo juventino c'è da dire che questo in parte è dovuto anche al Parma, che poco o nulla ha fatto per cambiare le sorti di una partita che sembrava già scritta.

Conte, che ha continuato ad incitare la squadra a non avere cali di attenzione, può però ritenersi soddisfatto dei tre punti conquistati e della squadra che ha imbastito nel precampionato, con l'unica grana di dover decidere chi schierare nella prossima partita al posto di De Ceglie, dato che con il prestito di Ziegler l'unica possibilità sembra essere Grosso, a meno che non cambi tutto utilizzando la carta jolly Vidal.



 Di certo però ha di che gioire il tecnico salentino, con una formidabile partita dell'ex milanista Pirlo che ha spazzato via tutti i dubbi di chi vedeva nella sua età un fattore che potesse incidere sulle sue prestazioni."


domenica 7 agosto 2011

Milano Beijing solo andata

Dopo le varie amichevoli estive che spopolano nei palinsesti delle tv sportive da qualche settimana a questa parte, finalmente ieri c'è stato un assaggio di cosa potrà offrire il nuovo campionato.


Un assaggio che oltretutto potrebbe rimanere tale, dato che oggi è stata inviata la lettere aperta dell'Assocalciatori firmata da tutti i capitani delle squadre di serie A in cui si invita a trovare subito una soluzione riguardo al contratto, altrimenti si correrà il rischio di uno slittamento del campionato, un pò come sta accadendo in NBA.


A Pechino infatti ieri si è svolta la Supercoppa Italiana, tra il Milan campione d'Italia e l'Inter che ha avuto la meglio sul Palermo in finale di Coppa Italia.


Prima uscita stagionale ed è subito derby: combattutissimo anche fuori dal campo, dato che le due milanesi sono le squadre italiane più amate dalla Capitale cinese.
E se le donne cinesi vanno letteralmente in visibilio per il rossonero Nesta...


... Gli uomini non hanno fatto sentire, purtroppo, la mancanza del tifo nostrano, a causa degli scontri innescati dagli interisti Made in China.


La gara ad ogni modo risultava importante per entrambe le squadre, non tanto per il fatto di essere il primo trofeo stagionale, quanto per confermare o testare il livello della squadra proprio in vista del campionato prossimo.

Inizialmente a passare in vantaggio è l'Inter, grazie ad una punizione di quel Wesley Sneijder di cui si parla tanto al momento in vista di una sua probabile partenza (meta più accreditata Manchester sponda City, benchè in giornata siano arrivate le smentite).


Ma il gol dell'olandese non basta ai nerazzurri che avevano dominato la gara per tutto il primo tempo, e infatti nel secondo tempo arriva prima il pareggio dei rossoneri con il solito Ibra, poi addirittura il sorpasso con Boateng che la infila dopo il tentativo di Pato respinto sul palo da Julio Cesar.


A poco serve il pareggio nei minuti di recupero di Eto'o, se il guardalinee dice che è in fuorigioco.

Il primo trofeo dunque va al Milan, con l'Inter battuta come due anni fa dalla Lazio, sempre a Pechino, sempre per 2-1.

Ora bisognerà vedere se il tempo darà ragione a questo risultato a favore del Milan oppure al progetto di Gasperini, ancora tutto in divenire.





lunedì 1 agosto 2011

PSG = Parigi Sogna Grande

Questi giorni di pioggia estiva hanno invece riscaldato il mercato: tantissime le cessioni e i nuovi acquisti.
Ma la squadra regina degli ultimi giorni è soltanto una, il Paris Saint-Germain.

A proposito vi riporto il mio articolo per Vavel.com:

"Le prime sono state Manchester City e Malaga, rispettivamente in Inghilterra e Spagna, che una volta passate in mano alla gestione degli sceicchi hanno potuto stravolgere gli equilibri di mercato diventando destinazione preferita di molte stelle del calcio. Adesso a loro si è aggiunto il Paris Saint-Germain, unica squadra della capitale e una delle più seguite a livello nazionale in Francia, acquistata dagli sceicchi della Qatar Investment Authority. Il risultato che si spera di ottenere è quello del rilancio del calcio francese in Europa, e di una maggiore competitività nello stesso campionato francese, grazie al notevole aumento di budget a disposizione per il mercato estivo.


E infatti il PSG sta già acquistando il titolo di regina del mercato, visti gli 86 milioni spesi nel solo mese di luglio: molto del merito va all’ingaggio di Leonardo, ex allenatore di Milan e Inter, in qualità di direttore sportivo, che è riuscito a portare all’ombra della Tour Eiffel primo fra tutti Jeremy Menez, il quale dopo l’esperienza alla Roma ha già avuto modo di rivedere gli ex compagni giallorossi nel triangolare di Innsbruck.


Tra gli altri acquisti invece, sempre provenienti dal campionato italiano, spiccano quelli diMomo Sissoko, da tempo fuori dai piani della nuova Juventus, di Salvatore Sirigu, ex portiere del Palermo, ma soprattutto del compagno rosanero e stella dell’Argentina Javier Pastore, che Zamparini ha lasciato andare per la cifra di 43 milioni di euro.



L'articolo originale lo trovate qui!

Chissà che il PSG non diventi una moderna Cenerentola?



venerdì 22 luglio 2011

Sceneggiate Napoletane

Stamattina mentre ero in pullman per tornare a casa, controllando Twitter leggevo un cinguettio di Sky Sport 24: "Lavezzi uno scapigliato, Messi un cretino". Parola di De Laurentiis.




In poche parole, il caro presidente napoletano ha sfogato tutta la sua rabbia nei confronti della Copa America. Niente di nuovo in realtà, visto che già qualche giorno fa aveva tuonato che avrebbe fatto causa all'Uruguay qualora avessero fatto giocare Cavani infortunato.



In questa occasione le critiche le ha rivolte soprattutto alla Nazionale argentina e in particolare a Messi, definendolo un cretino, poichè, a detto sua, avrebbe dovuto rifiutare di partecipare alla Copa essendo questa, sempre secondo il DeLaurentiisPensiero, una manifestazione in cui far giocare gli Under da mettere in vetrina, vista l'impossibilità di imbastire una squadra reale e compatta in così poco tempo.

Insomma, dopo le maschere di Inler e Aronica, le dichiarazioni sul presunto valore di Hamsik di 100 milioni e i paragoni tra la volontà di dare sempre il meglio nel calcio e una prestazione orgasmica, sembra che De Laurentiis stia facendo convergere sempre più il suo volto calcistico con quello cinematografico.

Non essendo una tifosa del Napoli non è di certo un mio problema, ma con queste sceneggiate anche una squadra forte e ben organizzata, come ha dimostrato di essere il Napoli, perde un po' in credibilità...




martedì 19 luglio 2011

Semifinali

Vi riporto il contenuto del mio primo articolo per il sito Vavel.com nella sua nuova edizione italiana:


I quarti di finale che si sono disputati il 16 e il 17 luglio scorsi hanno visto infrangersi le speranze delle Big, che avevano stentato ad imporsi nella fase a gironi, e accendere quelle delle altre nazionali che nonostante lo svantaggio sulla carta non si sono mai arrese.
Argentina – Uruguay, l’Albiceleste contro la Celeste. El Clasico della Copa in questa occasione si è risolto a favore della Nazionale di Forlan e compagni. La partita, che dopo i tempi supplementari era rimasta bloccata sul risultato di 1-1 (reti di Perez e Higuain), è terminata infatti con la vittoria dell’Uruguay ai calci di rigore per 5-6, con rigore fallito da Carlitos Tevez per l’Argentina. La prima sorpresa dunque è proprio relativa all’eliminazione della squadra di Leo Messi; eliminazione che comunque non costa il posto al ct Batista, che non è intenzionato a lasciare la panchina della nazionale.
Colombia – Perù: i colombiani che venivano dati per favoriti, hanno dovuto cedere di fronte al Perù del Capitano Vargas. In una partita sostanzialmente equilibrata ma ugualmente emozionante, la Colombia non è fortunata e nel secondo tempo sbaglia anche un rigore con Falçao, e i tempi regolamentari terminano sullo 0-0. Si va quindi ai supplementari, in cui il Perù di Markarian conquista una semifinale storica, prima con Lobaton e poi con il raddoppio di Vargas, protagonista per tutta la partita del tandem d’attacco con Guerrero.
Tra Brasile e Paraguay a vincere è il catenaccio, dato che la nazionale di Mano Menezes  prova costantemente a sbloccare il risultato con Pato, Robinho e Neymar, ma grazie alla difesa e soprattutto al portiere Villar il Paraguay resiste per 120 minuti senza prendere gol. Si gioca tutto ai rigori quindi, ed è in questa occasione che il Brasile deve abbandonare la prospettiva di conquistare la sua terza Copa: Elano, subentrato a Pato, sbaglia il primo rigore, ma quando anche il Paraguay sbaglia il primo tiro dal dischetto la situazione sembra ancora recuperabile. Ma non va così: il Brasile infatti fallisce quattro rigori su quattro e torna a casa.
L’ultima sorpresa arriva dal Cile: la squadra rivelazione della fase a gironi, che contava in rosa i pezzi pregiati del mercato Sanchez (ormai praticamente del Barcellona) e Vidal, dopo aver agguantato il pareggio grazie al ritrovato Suazo, deve arrendersi alla sconfitta a causa del  raddoppio della Vinotinto con Chichero.
La prima semifinale si giocherà questa notte a La Plata, tra Perù e Uruguay. Una nota positiva per gli uruguaiani: qualunque sia il verdetto la finale sarà un po’ Celeste, dato che alla guida del Perù troviamo il tecnico di Montevideo, El Mago Markarian. Mercoledì 20 luglio invece, dalle ore 2.45 (ora italiana), sarà possibile assistere alla sfida tra Paraguay e Venezuela, in diretta da Mendoza.


domenica 17 luglio 2011

Sangue RossoBlu

Mentre il mondo calcistico ad alto livello è alle prese, da un lato, con la fase saliente della Copa America, dall'altro, dai ritiri iniziati un pò per tutte le squadre, oggi io mi dedico alla mia realtà cittadina.


Vi dicevo già tempo fa, nel post in cui parlavo di stadi, del bellissimo stadio della mia città, il Riviera delle Palme, e di quanto sia sentito il tifo dalle nostre parti.



Proprio per questo vi riporto le parole pubblicate sul sito ufficiale dall'ufficio stampa della Sambenedettese riguardo al piano marketing 2011-2013:

"La Samb è la Samb...è la Serie B... è il Ballarin... è Ripa, Valà, Chimenti eccetera! ebbene si la Samb è anche questo ma il presente e gli ultimi 20 anni parlano chiaro. La Samb per gran parte della gioventù d'oggi è la Serie D, è una nave alla deriva che affonda ogni tre anni, è qualcosa di instabile che ti entra nel cuore ma che poi ti fa star male. Poche gioie e tanti dolori. Sono parole molto negative ma rispecchiano la realtà dei fatti ed allora non dobbiamo più vivere di ricordi ma lavorare per far si che ci siano nuovi campionati di Serie B da vivere, da raccontare, che torni ad esserci l’entusiasmo di una volta, che quando si pronunci la parola “Sambenedettese” sul volto delle persone nasca un sorriso di felicità e non una smorfia di rifiuto."

Samb Milan 1985

Ecco perché il responsabile marketing Maurizio Spazzafumo sta lavorando, ecco perché tutti noi della U.S. Sambenedettese stiamo lavorando quotidianamente in questa torrida estate. Certo non è facile per il popolo sambenedettese tornare a credere nella Samb perché 3 fallimenti (o due e mezzo che siano) lasciano nel cuore una cicatrice indelebile, ma se si vuole rialzare questa realtà bisogna mettere da parte il pessimismo e cominciare a credere in un progetto…ed allora ecco il nostro progetto:
PIANO MARKETING 2011-2013
LA SAMB CHE VORREI…
Innanzitutto l’obiettivo primario è quello di rimettere la Sambenedettese al centro della città di San Benedetto del Tronto. In realtà fisicamente già lo è poiché lo stadio si trova proprio a metà tra la parte nord e quella sud della città, ma ormai da anni la società è ai margini dei vari contesti cittadini. Da anni la Samb, e tutto ciò che la riguarda, come lo stadio “Riviera delle Palme”, sono divenuti un PROBLEMA invece che una RISORSA. Per questo la società rossoblù è sprofondata sempre di più.
L’ARMA IN PIU’
Ora la Samb, e di conseguenza San Benedetto, hanno un arma in più per ripartire. Stiamo parlando proprio del nostro stadio. Una struttura che dal prossimo fine agosto diverrà un contenitore di eventi per qualsiasi attività economica locale e dunque non solo per il nostro club.
COSA FAREMO?
Cercheremo di contattare tutte le attività economiche del territorio e far capire loro che il nostro club può RICEVERE e DARE vantaggi all’economia locale. Turismo, Commercio, Edilizia, Banche, Fonti rinnovabili possono e devono crescere assieme alla Sambenedettese. Chiederemo ai giovani imprenditori operanti nel settore del Turismo e dell’ intrattenimento di acquistare parte delle quote per generare una società attraverso la quale si possano gestire importanti eventi (concerti, sfilate, rappresentazioni teatrali, amichevoli calcistiche o di altri sport)
LO STADIO
Ecco perchè investiremo ancora nel Riviera delle Palme. Installeremo i seggiolini in tutti i settori, creeremo un’area hospitality e poi daremo spazio alle idee delle aziende locali. Ci sono quattro torri inutilizzate ed inutili dentro il perimetro dello stadio che possono essere sfruttate dalle aziende edili per svariati progetti, del resto il “Riviera delle Palme” è vicino a snodi stradali importanti, in un area strategica da ridefinire anche in seno al nuovo piano regolatore e quindi perché non vedere insieme come sfruttarla al meglio per bene di tutti?
GREEN ECONOMY
Chiederemo alle imprese della Green Economy di acquistare e realizzare una società che possa gestire il tetto dello stadio ed eventualmente altri tetti di edifici Comunali per l’installazione di pannelli fotovoltaici, i famosi 3MGW

SCUOLA CALCIO
Dobbiamo ripartire da una scuola calcio nuova, moderna, affiliandoci alle piccole società dei nostri quartieri ed a quelle delle zone limitrofe. Questo perché i giovani d’oggi, oltre ad essere i possibili campioni del domani, saranno sicuramente i genitori del domani, i nonni del domani, gli zii del domani e fidelizzarli alla Sambenedettese vuol dire tramandare questo attaccamento.
E LA COMUNICAZIONE?
Sarà ampliata e permetterà non solo alla Samb di far sentire la propria voce ma anche alle aziende che affiancheranno il loro brand al nostro. Tra pochi giorni nascerà il SAMB CHANNEL, una tv 24 ore no stop che permetterà al tifoso di vivere ogni lato della famiglia Samb. Ci saranno trasmissioni sulla prima squadra, sul settore giovanile e sul passato. Si darà spazio ai tifosi ed agli sponsor che potranno dire la loro sempre e comunque.
Nascerà il nuovo giornalino ufficiale del club che verrà distribuito in città ed allo stadio.
VALORIZZAZIONE DEL BRAND SAMB
Chiederemo alle aziende cittadine di collaborare con noi e di unire il logo della Samb ai loro prodotti, ad esempio una ditta di vini potrebbe inserire il logo della Samb nell’etichetta, la stessa cosa potrebbe farlo una ditta di surgelati o qualsiasi altro prodotto. Il marchio Samb deve capeggiare il più possibile nella nostra città e nel nostro territorio
L’IMPEGNO NEL SOCIALE
Continueremo ad impegnarci in molte attività inerenti il sociale come ad esempio il progetto “I valori scendono in campo” o ripetendo la giornata del donatore insieme all’AVIS.
LE STRUTTURE D’ALLENAMENTO
Cercheremo di realizzare finalmente delle strutture dove la prima squadra e le giovanili possano svolgere i loro allenamenti senza essere costretti ad un vero e proprio nomadismo per i vari campi della zona. Una cosa gravissima che da anni viene denunciata ma non risolta.
UN COLLOQUIO CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Ed infine cercheremo di costruire un legame con la pubblica amministrazione, un’unione utile a far capire anche ai nostri politici che la Samb non è un loro problema ma una loro risorsa. Che la Samb può essere un grosso veicolo pubblicitario per San Benedetto soprattutto se riportata nel calcio che conta.
Ecco per tutte queste idee, per provare a realizzarle tutte o almeno il più possibile noi chiediamo l’aiuto di tutti i cittadini, perché riteniamo giusto abbattere il torpore che ha avvolto questa città e la sua squadra di calcio…noi crediamo che questa scommessa possa essere vinta e ci auguriamo di convincere i sambenedettesi a crederlo 
assieme a noi.


A parole il progetto è buono, ambizioso ma sempre con i piedi per terra, anche perchè la Sambenedettese ha presentato regolarmente la domanda d'iscrizione valida per il Campionato di Serie D 2011/2012.
Non ci troviamo quindi di fronte ad una gestione spettacolare che però potrebbe sparire da un momento all'altro, ma piuttosto al tentativo di costruire basi solide per poter poi risalire.

Dunque non posso che fare l'in bocca al lupo alla società e anche alla squadra che inizierà il ritiro il 21 luglio.








giovedì 14 luglio 2011

Una notte da leoni

Mentre in Italia buona parte della popolazione si sarà divisa tra chi era impegnato in un sonno di bellezza e chi si godeva un'uscita estiva, in Argentina si è conclusa la fase a gironi della Copa.


Se riguardo al risveglio del gigante argentino vi ho aggiornato in tempo reale, ora vediamo cosa è accaduto negli altri due gironi.


GIRONE B
Ieri notte finalmente ci sono stati fuochi d'artificio anche qui, dopo i tre pareggi in quattro partite delle prime due giornate. 


Il primo match della serata è Paraguay-Venezuela, con la Vinotinto subito in vantaggio per poi chiudere il primo tempo in pareggio; ma il vero spettacolo è nel secondo tempo, con il Paraguay che all'85' raggiunge il 3-1 dopo aver già segnato il gol della rimonta al 62' con Barrios. Quando ormai la partita sembra chiusa in due minuti il Venezuela agguanta un pareggio impossibile, e con esso la qualificazione ai quarti come seconda del girone, lasciando al Paraguay un terzo posto che lo tiene in gara si, ma lo proietta alla sfida con il Cile.



L'altra gara è quella tra Brasile ed Ecuador: anche i verdeoro come l'Argentina hanno steccato le prime due partite, arrivando a giocarsi un posto ai quarti all'ultima partita del girone.
Finalmente si assiste ad una competizione avvincente, a suon di quei gol che sono mancati all'esordio.
Il Brasile passa in vantaggio con Pato, che gioca nonostante i dubbi del prepartita, e rischia di raddoppiare con Robinho che però colpisce il palo. Gol mangiato, gol subito: arriva il pareggio dell'Ecuador con Caceido e le squadre vanno negli spogliatoi sul punteggio di 1-1.




Il Brasile torna in campo con la consapevolezza di dover vincere, e ci prova con Neymar, che firma il 2-1, ma anche in questa occasione non tarda ad arrivare la risposta del Venezuela con il secondo gol di Caceido, e la situazione torna punto e a capo.

La Seleçao non ci sta, e nella partita delle papere (doppiamente colpevole Julio Caesar sui gol del pareggio ecuadoregno) complice una respinta di Elizaga arriva Pato e la mette in rete, siglando la doppietta personale e dedicando i gol alla fidanzata Barbara Berlusconi.
A chiudere la partita sul risultato di 4-2 arriva la rete di Neymar, mettendo a segno la terza doppietta della serata. 


Il Brasile vince e chiude da prima del girone. Oltre ai finalmente decisivi Neymar e Pato, grazie all'ottima prestazione con tanto di assist torna ad occupare il suo spazio nell'olimpo brasiliano l'interista Maicon.


GIRONE C
Dopo aver sfornato il calcio migliore della Copa America mentre tutte le altre dormivano, stavolta i risultati arrivano, ma senza sorprendere.

La Celeste riesce a qualificarsi battendo un Messico poco stimolante con il minimo indispensabile, un 1-0 firmato Alvaro Pereira, sostituto di Cavani fuori per un problema in ginocchio che lo mette in forse anche per i quarti.

Il Cile invece, certo della qualificazione, non rischia col Perù, ma riesce comunque ad agguantare la vittoria con un autogol nei minuti di recupero di Carrillo, che ad ogni modo non preclude ai peruviani, che si sono presentati senza Guerrero e Vargas, l'ingresso ai quarti. 

Ecco dunque come si presentano i quarti:
  • Colombia - Perù 16 Luglio
  • Argentina - Uruguay 16 Luglio
  • Brasile - Paraguay 17 Luglio
  • Cile - Venezuela 17 Luglio
Una notte da leoni insomma.
Specie in questi giorni in cui quella del Re della Savana è un'immagine tornata in voga,se si guarda alla presentazione di Inler escogitata da De Laurentiis...



martedì 12 luglio 2011

Messi alle strette

Si è conclusa poco fa l'ultima partita del Girone A di Copa America, che vedeva in campo la padrona di casa Argentina con la sorpresa Costa Rica, che aveva vinto la precedente partita con la Bolivia.


La Selección è obbligata a vincere, dopo i due stop della prima partita con la Bolivia e della seconda con la Colombia, incontri in cui il pareggio è sembrato addirittura un buon risultato.
Ma soprattutto lui, Lionel Messi, Pallone d'oro e nuovo idolo del calcio mondiale, non può permettersi di sbagliare.





Lui infatti è stato il più criticato, perchè dopo aver vinto tutto con il Barça, ancora non è riuscito a dimostrare il suo valore con la nazionale. Lui che nelle riprese fa vedere che non canta l'Inno, perchè è troppo concentrato. Lui che deve portare il peso del confronto con l'eroe argentino di ieri, Maradona (che oltretutto ha avuto un incidente d'auto nella notte ma sta bene)

E stavolta l'Argentina non delude, finalmente. L'arbitro infatti fischia la fine dell'incontro sul 3-0, che permette agli argentini di passare al secondo posto del girone, senza doversi preoccupare di un eventuale ripescaggio come migliore terza (sorte che potrebbe toccare al Brasile).

E' una buona Argentina quella che scende in campo contro la Costa Rica, squadra nettamente inferiore nonostante alcune buone giocate di Campbell: l'albiceleste cerca il gol per quasi tutto il primo tempo, e sciupa tanto, ma alla fine a porta vuota ancora il Kun la mette dentro, e si può andare negli spogliatoi con una consapevolezza diversa.

Il secondo tempo è tutto per la Seleccion, si parte subito con il raddoppio di Aguero su splendido assist di Messi, e si prosegue con il terzo e ultimo gol di Di Maria.



I tifosi dagli spalti finalmente possono tornare a gridare, gioire, sperare.

Qualche valutazione:
  • Ottimi: Gago, nel primo tempo non sbaglia un pallone ed è un pò la rivelazione della partita; Di Maria, aiuta tantissimo a costruire il gioco e sigla anche il definitivo 3-0; Messi, finalmente riesce a fare le sue giocate da campeon, si spende per la squadra e manca solo il gol; Aguero, che nonostante qualche spreco iniziale, sblocca la partita.
  • Buoni: Burdisso, che sale ad aiutare sulle palle inattive e becca anche l'incrocio dei pali; Zanetti e Zabaleta, che salgono sulle fasce e aiutano.
  • Non Brillanti: G.Milito, si vede poco e quel poco non è significativo, anzi; Higuain, che ci prova tanto ma non riesce mai a concretizzare, sbaglia troppi gol quasi fatti.
Inoltre da segnalare l'ingresso di Pastore, gioiellino palermitano ancora per poco, dato che ieri Zamparini ha affermato che al 99% lascerà i rosanero, che finalmente riesce a giocare almeno un pò.

Bella partita si, ma c'è ancora molto da fare... avanti tutta adesso!


sabato 9 luglio 2011

giovedì 7 luglio 2011

Fiori rosa, fiori celesti

Pochi giorni, tanto rosa, tanto celeste.


Partiamo dal rosa tenue, quello della Gazzetta dello Sport: dopo le dichiarazioni di Palazzi sul presunto coinvolgimento dell'Inter nell'inchiesta Calciopoli con l'accusa di illecito sportivo, il presidente Moratti si infuria col maggiore quotidiano di Sport nazionale. Queste le parole del presidente sugli attacchi della stampa:  "Questa l'ho trovata una cosa molto antipatica, soprattutto perchè io avevo l'abitudine di leggere questo giornale rosa che invece, adesso, purtroppo deciderò di non leggere più perchè è stato talmente determinante e duro l'attacco, duraturo e calcolato, che sarebbe di cattivo gusto da parte mia continuare a soffrire in questa maniera". 



Non tarda ad arrivare ovviamente la risposta della Gazzetta, con un editoriale del Direttore:
<<A Moratti, che continuo a considerare un galantuomo nonostante le accuse gravi e ingiustificate che mi riserva, chiedo solo di meditare su un passaggio delle sue dichiarazioni. Quello in cui, dopo aver evocato in toni altissimi la memoria di Facchetti, addebita a me e alla Gazzetta la paternità di un attacco "determinante, duro, duraturo e calcolato contro di noi e quindi a favore di qualcun altro", ovvero "non un'opinione ma una politica calcolata dalla direzione del giornale". >>
Al via dunque una discussione tutt'altro che a tinte rosa, anzi, rosso fuoco.
Decisamente un altro punto di rosa quello della seconda maglia della Juventus, presentata ieri insieme alle altre della prossima stagione nella nuova casa dei Bianconeri.
Ad indossare la maglia rosa, "estremamente particolare" a detta di Quagliarella (un modo gentile per dire che nun se pò guardà), il neoacquisto Andrea Pirlo, che ha ribadito di essere convinto della sua scelta e di voler riportare la società ai fasti che l'hanno sempre contraddistinta.

Senza offesa per il buon Pirlo, ottimo giocatore ma non di certo un campione in quanto a bellezza, visto che già la maglia non è uno splendore, non potevano farla indossare, tra i presenti ieri, a Marchisio o Quagliarella? Vi assicuro che l'effetto è un pò diverso, e ve lo dimostro:




Poi non dite che non ve l'avevo detto...

Tornando a fare i seri, occupiamoci ora delle sfumature celesti: mentre in Italia era piena notte, in Argentina si giocava la seconda partita delle tre del Girone A per i padroni di casa. Batista conferma il tridente schierato nel primo incontro e ancora una volta si è trattato di una scelta che non ripaga.
Il match infatti non va oltre lo 0-0: la Colombia, tecnicamente superiore alla Bolivia che pure aveva messo in difficoltà la nazionale di Messi&Co., non permette a quest'ultima di riscattarsi.

Il due volte Pallone d'oro Leo Messi sembra un altro quando gioca in Nazionale; Tevez non riesce mai ad essere incisivo; Aguero fa il suo ingresso nel secondo tempo, ma non può sempre sperare di risolvere la partita, e in questo non lo aiuta nemmeno Higuain, anche lui entrato nella seconda parte del gioco, ma che almeno ci prova. Unico a risplendere di luce propria sembra essere Romero, che in più di una occasione riesce a salvare il risultato. 


Si dice che quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare: una cosa è certa, l'Argentina ora non può più scherzare.


Ultima ma non ultima, più azzurra che celeste, c'è una news che rimbalza nella notte: Pozzo ha fatto sapere di aver ricevuto una offerta economica importante da parte di De Laurentiis per Alexis Sanchez. La telenovela che ha come protagonista il cileno quando finirà?